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RAPINA MILIONARIA ALL'AVVOCATO TAORMINA. ARRESTATI I TRE RAPINATORI DI ANZIO
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Rapina milionaria all'avvocato Carlo Taormina. A mettere a segno il colpo da due milioni di euro tre persone di Anzio: Ivana Santanastasi, 49enne, il genero Manuel Gubitosi, 33 anni, e il 54enne Giuseppe Santanastasi, fratello di Ivana che si occupava di ricettare i gioielli. Tutti e tre sono stati beccati ed arrestati.
Ad acciuffare i malviventi la Squadra mobile di Roma. La donna era riuscita a guadagnarsi la fiducia dei coniugi Taormina presso i quali lavorava come domestica da un anno circa, tanto da riuscire ad organizzare una rapina, lo scorso 28 maggio 2009, messa a segno insieme al cognato. In quella data la donna aveva confidato agli investigatori che, dopo essere stata avvicinata da un uomo in ascensore, era stata minacciata. L'uomo era quindi riuscito ad entrare in casa, l'aveva legata e picchiata, poi aveva decifrato il codice della cassaforte, trovato la chiave del caveau e rubato soldi e gioielli. Un racconto che da subito non aveva convinto gli investigatori insospettiti dalle testimonianze dei vicini e dalle lievi ferite riportate dalla donna.
Il "bottino" era stato inizialmente nascosto in alcune anfore e fissato in una "foto di famiglia" in cui la donna ed i suoi complici si sventolava con le banconote rapinate. I sospetti dei Taormina si sono ancora di più alimentati pochi mesi dopo la rapina quando la domestica è stata licenziata perchè sospettata dalla signora Taormina di aver rubato un oggetto da un mobile.
Da quel momento Ivana Santanastasi ha iniziato una vita completamente nuova: aveva creato con il genero una società comprando due negozi di kebab a Vicenza, era in trattativa per acquistare un autolavaggio e stava cercando di ricomprare all'asta la sua casa, spiegando, a chi le chiedeva spiegazioni sul cambiamento di vita, che il denaro era frutto di una grossa vincita al "Gratta e Vinci". Una vincita però "beccata" dai poliziotti e finita in carcere.
(in foto l'avvocato Carlo Taormina)
ma che c'entra?
Inserito il 01/08/2010 10.06.58 da
giandomenico
fasgian ma che c'entra l'attività di Taormina, ( peraltro manca la vicenda Cogne ) con quello che è successo?? che rimane una cosa gravissima ad opera di nostri concittadini
C'è poco da commentare
Inserito il 01/08/2010 3.37.18 da
fasgian
Egregio signor De Angelis, non capisco se lei ha capito oppure non ha capito niente. Lei si è capito almeno? Chissà chi ha capite lei!
rapinato TAORMINA
Inserito il 31/07/2010 1.13.10 da
giancarlo.deangelis
....ora capisco perche' ci sono pochi commenti !!!!
Carlo Taormina: un avvocato "serio"
Inserito il 30/07/2010 14.28.59 da
fasgian
All’Avvocato Taormina esprimo solidarietà per la delusione e lo sconcerto che resta ad essere poi “traditi” da colf ritenute di fiducia. Meno male che non si è trattato di una straniera, il che avrebbe incrementato una sfiducia generalizzata.
Per chi avesse memoria corta:
1) Taormina si è opposto al disegno di legge sul processo breve, definendolo "Vergognoso, criminale, criminogeno e ridicolo". Secondo Taormina, Berlusconi ha premuto sull'approvazione del processo breve come minaccia per alzare il prezzo e ottenere la norma sul legittimo impedimento. Tale norma, che secondo Taormina è "palesemente incostituzionale" in quanto "il presupposto dell'impedimento è una carica", è esplicitamente temporanea per permettere l'approvazione di un lodo Alfano-bis come legge costituzionale"
2) Sul periodo da deputato, sottosegretario e avvocato di Berlusconi ha in seguito dichiarato
« Molte cose che ho fatto in quel periodo non le rifarei più. Non ho imbarazzo a dire che ho vissuto una crisi morale, culminata quando ho visto come si stava strutturando l’entourage più ristretto del Cavaliere »
E ancora:
3) « Ho lavorato per anni per Berlusconi, conosco le sue strategie. Quando ero il suo consulente legale e mi chiedeva di scrivergli delle leggi che lo proteggessero dai magistrati, non faceva certo mistero del loro scopo ad personam. E io gliele scrivevo anche meglio di quanto facciano adesso Ghedini e Pecorella. Quella sulla legittima suspicione, mi pare fossimo nel 2002, gli serviva per spostare i suoi processi da Milano a Roma. Lui ce la chiese apertamente e noi, fedeli esecutori della volontà del principe, ci siamo messi a scriverla. E abbiamo anche fatto un bel lavoretto, devo dire: sembrava tutto a posto. Poi una sera di fine ottobre, verso le 11, arrivò una telefonata di Ciampi. Io dissi a Berlusconi che con quella modifica non sarebbe servita più a niente. Lui ci pensò un po’ e poi rispose: “Intanto facciamola così, poi si vede”. Avevo ragione io: infatti la legge passò con quelle modifiche e non gli servì a niente»
Che ne dite voi? Un avvocato con . . . la schiena diritta!
Grazie per l’attenzione.
Cordialità,
gF
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